Dopo un incidente, adrenalina e confusione portano spesso a trascurare passaggi che più avanti diventano decisivi. Le prime 72 ore sono il momento in cui si raccolgono le prove migliori.
1. Farsi visitare subito.
Anche un colpo di frusta o un dolore apparentemente leggero va documentato al Pronto Soccorso. Per le lesioni di lieve entità la legge richiede un riscontro clinico oggettivo, e un referto tardivo è più facile da contestare per l’assicurazione.
2. Raccogliere le prove.
Foto dei veicoli, della posizione sulla carreggiata, della segnaletica e dei danni. Nomi e recapiti dei testimoni. Se sono intervenute le forze dell’ordine, annotare il comando per richiedere il verbale.
3. Compilare correttamente il CID.
La constatazione amichevole firmata da entrambi i conducenti accelera i tempi, ma un errore nella descrizione può spostare la responsabilità. Meglio compilarla con calma.
4. Conservare tutto.
Scontrini di farmaci, fatture di visite, fisioterapia, giorni di lavoro persi: sono voci risarcibili.
5. Non accettare offerte affrettate.
L’assicurazione può contattarvi presto. Prima di firmare una quietanza, verificate che copra tutti i danni, compresi quelli che emergono dopo settimane.
Attenzione ai termini: il diritto al risarcimento dei danni da circolazione si prescrive in due anni (più a lungo se il fatto costituisce reato), ma aspettare riduce comunque le possibilità di provare il danno.
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